Automazione modulare per linee di molatura rettilinea: tre livelli per ogni esigenza produttiva


Investire in un impianto per la lavorazione del vetro significa scegliere il livello di automazione più adatto al proprio contesto produttivo. Non esiste una soluzione universale: la domanda giusta non è "automatizzare o no", ma "quanta automazione ha senso per la mia produzione?"

Le molatrici rettilinee Schiatti Angelo rispondono a questa esigenza con un approccio modulare. Partendo da un modello base collaudato, il sistema può evolvere fino a diventare una linea turnover completa, composta da 4 molatrici rettilinee e 3 tavoli di rotazione.

L'automazione viene aggiunta dove genera valore reale.

Livello 1: Configurazione standard macchina per il vetro

Setup manuale dello spessore, carico controllato dall'operatore. Una configurazione affidabile per chi lavora volumi moderati o produzioni variabili, dove la flessibilità operativa conta più della velocità pura. L'operatore mantiene il controllo completo del processo, intervenendo sui parametri in base alle necessità.

Livello 2: Lettura automatica dello spessore del vetro

Un sensore rileva lo spessore del vetro in ingresso e configura automaticamente tutte le macchine della linea. Quando lo spessore cambia, il sistema mette in pausa il trasportatore, attende che tutti i vetri in lavorazione completino il ciclo, poi riparte con le nuove impostazioni.

Nessuna regolazione manuale. Nessun rischio di lavorare vetri con parametri sbagliati. Transizioni fluide tra un lotto e l'altro. L'operatore può concentrarsi sul controllo qualità invece che sulla continua regolazione delle macchine.

Livello 3: Caricatore automatico

Il caricatore gestisce prelievo e alimentazione dei vetri in autonomia, liberando l'operatore dal carico manuale continuo. L'intervento si limita alla sostituzione dei carrelli vuoti con quelli pieni.

Il risultato: tempi ciclo costanti indipendentemente dalla durata del turno o dall'affaticamento dell'operatore. Un fattore rilevante soprattutto nelle produzioni prolungate.

Un'architettura, tre configurazioni per lavorare il vetro

Ogni livello si costruisce sul precedente. Si può partire con la versione standard e aggiornare in seguito, oppure investire nell'automazione completa fin da subito. La chiave è abbinare la configurazione alle reali esigenze produttive, senza pagare complessità che non verrà utilizzata.

Questo è l'approccio "Tailored Technology" di Schiatti Angelo: l'automazione giusta, nel punto giusto, per risultati misurabili.

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