Meet the Team: Marco Mariani


Per la nostra rubrica “Meet the Team” abbiamo cercato di incastrare Marco Mariani, specialista dell’Assitenza Tecnica. Ci è voluto un po’ ma…

Alla fine, ce l’avete fatta a beccarmi eh! Mi sono finto assente, malato, afono, incapace di intendere e di volere, sono scappato in officina ma niente: oggi tocca a me presentarmi.

Marco Mariani è in Schiatti dal lontano gennaio 1996... 

Giusto il tempo di veder cambiare forma e dimensioni a monitor e PC, vivere gli anni dei bricolage fatti di fotocopie e spiegazioni scritte a mano e poi inviate pazientemente via fax, veder comparire le prime fotocamere digitali, le prime email, la diffusione del CAD anche in assistenza per arrivare al giorno d’oggi, dove il concetto di distanza è stato ormai virtualmente annullato dalla tecnologia. 

Il lavoro è decisamente cambiato in 30 anni di carriera. E la tua giornata oggi?

Occupandomi di Assistenza Tecnica e di ricambi la mia giornata inizia quando accendo il computer e schiaccio “invia e ricevi” nella posta. Quel che segue determina la mia giornata.
Le nostre macchine sono note per essere indistruttibili, e questo fa sì che molti clienti stiano ancora lavorando con modelli di generazioni tecnologiche precedenti. A loro va principalmente la necessità di assistenza.

Come si svolge l’assistenza al cliente?

Con le tecnologie più recenti con strumenti di assistenza da remoto ma, in alcuni casi, direttamente da telefono e, da buon italiano, gesticolo mentre mimo magari lo spostamento della lastra di vetro e lo descrivo al cliente. Lo spettacolo di solito suscita l’ilarità dei colleghi dell’officina che si godono il mio “balletto”.

Una delle più grosse difficoltà nel tuo lavoro?

A volte non c’è tregua perché l’assistenza per noi deve essere praticamente immediata e non vogliamo lasciare nessun cliente con la produzione ferma. C’è inoltre da considerare che, quando la giornata da noi è quasi finita, negli Stati Uniti è appena iniziata. Ma ci si diverte anche.

Per esempio?

Per esempio una volta ero in videochiamata con un cliente: io non vedevo la macchina ma il suo orecchio, e lui non sentiva la mia voce. “Non vedo! Non sento!” Eravamo un po’ comici. E allora capita di scrivere un messaggio, infilarlo in una busta e spedirlo, se questo vuol dire risolvere la situazione.

C’è qualcosa che cambieresti nel tuo lavoro?

Vorrei istituire il campionato di lancio del cordless. Per l’occasione ne vorrei in dotazione almeno tre o quattro. Sarebbe comunque un’attività occasionale perché fortunatamente il clima, tra uffici e officina, è ottimo e le inevitabili giornatacce si dimenticano presto. 

E arriva il tempo libero

La sirena del venerdì è il segnale per “scatenare l’inferno”: si parte in furgone, al mare o in montagna per passare due giorni nella natura. La vita è come andare in bicicletta: per mantenere l’equilibrio devi muoverti. È una frase che mi descrive bene. Per me “muovermi” significa principalmente camminare in montagna, dormire in tenda, nei rifugi, nei bivacchi o anche solo passare la notte in uno dei miei tanti “nascondigli”.
 
Infatti la mia prossima intervista spero di poterla fare da Zipolite, mentre guardiamo le balene dalla spiaggia. Ok? 

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