progettare macchine per la lavorazione del vetro

Progettazione macchine per il vetro

Attila Terragni: l’ingegnere dalla penna rossa

Attila è responsabile del servizio tecnico, segue le macchine per il vetro SCHIATTI dal foglio bianco alla macchina in funzione.

Cosa significa progettare una macchina per il vetro?

Ogni giorno vaglio concetti e ipotesi, effettuo calcoli preliminari e studi di fattibilità, contatto i fornitori per la scelta dei componenti. E poi significa calcoli e verifiche a livello dinamico e strutturale oltre che supervisione dei miei preziosissimi collaboratori.

Sono nelle tue sapienti mani anche i casi di assistenza più complicati.

Già, è più facile avere un quadro generale della situazione se la macchina è, praticamente, una tua creatura. Si tratta spesso di interventi che non hanno solo a che fare con l’area tecnica, ma che mi mettono in collaborazione con molti altri settori aziendali, come quello commerciale e la produzione.

Quando sei entrato alla SCHIATTI cosa facevi?

Il primo passo in azienda l’ho fatto nel 2006, sono stato assunto come progettista e disegnatore.

Un percorso lineare, il mio. Un’identità chiara fin da subito. Due anni dopo, nel 2008, sono diventato responsabile dell’area tecnica.

E prima di progettare macchine per la lavorazione del vetro, cosa facevi?

Studiavo. Oggi è una cosa insolita ma questo è il mio primo impiego.

Uno dei casi fortunati in cui cresci in un’azienda, ti ci trovi bene e ci rimani a lungo. Molto a lungo! Quest’anno io la SCHIATTI festeggiamo il nostro 14° anniversario.

Qual è il bello di progettare una molatrice o una bisellatrice?

Ci sono diverse fasi che mi piacciono, ma la soddisfazione più grande è quella di creare qualcosa dal foglio bianco alla produzione. Vedere una delle nostre macchine per il vetro in funzione e pensare che è nata dai miei scarabocchi, fatti rigorosamente a penna rossa, è sempre emozionante.

E qual è il bello di lavorare in Schiatti?

Ogni macchina che nasce viene da un progetto specifico, spesso customizzato, e sempre curato con molta attenzione. E poi la fiducia e la voglia di progredire, innovare, anche osando.

Come quella volta in cui sembrava che un mio progetto di trapano verticale fosse irrealizzabile.

Questa parole non piacque, né a me, né alla direzione, che mi permise di lavorarci su.
Oggi è uno dei nostri modelli di punta.

Innovazione e fiducia, un altro vantaggio di essere parte del team Schiatti?

L’ambiente familiare. Nonostante l’attitudine al dinamismo, le nostre dimensioni contenute permettono di avere rapporti diretti con tutti i reparti. Questo crea un clima molto friendly, accorciando burocrazia e procedure.

Qual è la parte più difficile della tua attività di progettazione macchine?

Probabilmente la pressione sui tempi di consegna. La flessibilità è uno dei nostri punti di forza ed è anche un grande impegno. Per consegnare in tempi brevi e nella data desiderata dal cliente, spesso è necessario un ritmo sostenuto e una concentrazione costante ed elevata.

Cosa faresti se non fossi diventato ingegnere progettista?

Il mio interesse è sempre stato il funzionamento (a tutti i livelli) delle cose. Sono sempre stato affascinato dal campo della ricerca fisica (dalla fisica delle particelle all’astronomia).

Insomma sarei stato sempre un ingegnere (ci si nasce), ma forse non nel campo della meccanica.

Parliamo di Attila nel tempo libero: fai qualche sport?

Il pessimo stato delle mie articolazioni non gradirebbe. Pratico nuoto a livello amatoriale e amo camminare a lungo con la mia famiglia, di cui fanno parte a tutti gli effetti i miei cani.

Il motociclismo vale come sport? In quel caso sarei un’eccellenza.

Quindi ami le moto. Altre passioni?

Il fai da te (falegnameria, elettronica) e i videogames.

E poi sono curioso: fin da piccolo mi è sempre piaciuto imparare cose nuove. Qualche anno fa leggevo l’enciclopedia, oggi sono passato a wikipedia.
 

Attila è un uomo pratico, determinato, che sa cosa vuole.

Ci racconta che, nella vita, ha selezionato con attenzione gli affetti e le persone di cui circondarsi, proprio perché ama passare con gli altri del tempo di qualità.
 

È un membro prezioso del team, che in tanti anni ha saputo portare all’azienda un grande valore aggiunto e non solo in termini di progettazione tecnica ma anche per quel grande esempio di impegno, onestà e impegno che ogni giorno porta in SCHIATTI.

Per contattare il team Schiatti